ROMA
Mi scuso a priori con i miei lettori abituali per abbandonare momentaneamente il racconto del mio viaggio di ritorno dall’Asia, non rispettando così per una volta la cronologia degli eventi. Il fatto è che, pur essendomi trasferito a vivere a Istanbul da ormai un mese, tre notizie giuntemi dall’Italia nel breve giro di 7 giorni hanno colpito la mia attenzione e credo meritino un commento a caldo.

1) Clemente Mastella. Domenica 7 Giugno si sono svolte le elezioni per il parlamento europeo. Io, così come la stragrande maggioranza di cittadini europei, non ho votato. L’affluenza al voto totale è stata del 45%. Bassissima. Nel Regno Unito il 35%, in Polonia addirittura il 25%! In Italia invece, Paese dove notoriamente i politici fanno il proprio dovere, non prendono mazzette, mai si avvarrebbero della propria posizione per ottenere illeciti benefici, si attengono scrupolosamente alla volontà del cittadino e non si assentano dall’aula parlamentare manco per pisciare, beh, la serietà paga e in questo Paese di cherubini stakanovisti l’affluenza al voto è stata del 66%!

Ma non è tutto. Ho dato un’occhiata alla lista degli eletti, vi compaiono, oltre a tutti i leader di partito (Berlsuconi incluso. Ovvio, perché un primo ministro ha tanto di quel tempo libero a disposizione che un secondo lavoro non gli viene mai male), nomi di personaggi al limite del gore quali Ciriaco De Mita, intrallazzatore di fede cristiana sin dai tempi in cui Nixon in America faceva fronte allo scandalo Watergate. Anzi, devo ricordarmi di chiedere quale tecnica di imbalsamazione usano. Magdi Allam (ora Magdi Cristiano Allam), nato in Egitto ma educato da sempre da suore e preti. Colui che durante la Pasqua 2008 si convertì al Cattolicesimo ricevendo il battesimo in Vaticano dalle mani di Benedetto XVI in persona. È questi -un pò come sempre accade con i converti, indipendentemente dalla fede- un vero crociato della causa cristiana. Autodefinitosi esperto di Islam, i suoi scritti sono penosamente monotematici, nonché veri e propri inviti all’odio di stampo religioso. Ma il mio favorito, in una lista pur ricchissima di personaggi raccapriccianti è Clemente Mastella, satrapo di provincia e trasformista, che in un qualunque Paese civile sarebbe in carcere, mentre l’Italia lo manda a rappresentarci a Strasburgo. Ah, e c’era pure Emanuele Filiberto di Savoia (risultato però non eletto) rampollo dell’antica famiglia reale, quella che, per intenderci, durante la guerra abbandonò Roma e il popolo Italiano all’occupazione Tedesca e andò a mettersi al sicuro sotto l’ala protettrice degli Americani. Naturalmente, fosse l’Italia un Paese normale, nel 1945 la famiglia reale avrebbe dovuto fare la fine di Luigi XVI o dell’ultimo Zar, conseguentemente questo Emanuele Filiberto non sarebbe mai nato. Purtroppo siamo sempre stati un Paese incapace di scelte radicali, e questi sono i risultati.


2) Beppe Grillo. Qui in Turchia YouTube è censurato. Non ho così avuto modo di vedere l’intero show offerto da Beppe Grillo in senato mercoledì scorso, dove era stato convocato quale primo firmatario di una proposta di legge che proibisca a persone condannate di essere elette in parlamento e che limiti a due il massimo di legislature in carica. Norme assolutamente eque e democratiche, quasi ovvie. In Giappone, ad esempio, il senso dell’onore impedirebbe a una persona condannata per corruzione di candidarsi a parlamentare, e qualora lo facesse, comunque, non verrebbe eletto. Sfortunatamente nel nostro Paese il buon senso ha smesso d’esser legge tanti, tanti anni fa e l’onore sembra esistere solo nella saga de Il Padrino. Beppe Grillo sono anni che, esiliato dalla televisione serva del potere centrale, tiene un blog letto diariamente da milioni di utenti. È di fatto blogger number one in Italia (spalla a spalla con Marcoelitaliano, credo) nonché nella top 10 mondiale per numero di lettori, risultato non indifferente per uno che scrive in Italiano.


Comunque, non ho potuto vederlo, ma ho potuto leggerlo. Riporto qui alcuni passi:
“Quasi due anni dopo la raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare Parlamento Pulito ho l'onore di essere ricevuto e ascoltato come primo firmatario della proposta di legge. (...) Due anni di attesa per una legge firmata da 350.000 persone. E' uno scandalo che 350.000 cittadini italiani non siano stati neppure considerati per due anni. E' uno scandalo che in Parlamento siano presenti 20 condannati in via definitiva e prescritti come Berlusconi, D'Alema, Andreotti. E' uno schifo che 70 tra i nostri rappresentanti siano condannati in primo e secondo grado o indagati. (...) Questa Commissione, questo Parlamento, non hanno nulla a che fare con la democrazia. sei persone hanno deciso i nomi di chi doveva diventare deputato e senatore. Hanno scelto 993 amici, avvocati e scusate il termine, qualche zoccola, e li hanno eletti. Li hanno eletti loro, non i cittadini che non hanno potuto scegliere il loro rappresentante. Cari membri della Commissione, siete illegali, incostituzionali, anti democratici. Per rispetto a voi stessi e agli italiani dovreste dimettervi al più presto. (...) Oggi, mentre sono qui per chiedere la semplice attuazione della democrazia e il rispetto della Costituzione, oggi viene approvata in Parlamento una legge che limita le inttercettazioni e mette il bavaglio all'informazione. Io farò disubbidienza civile. Il primo pensiero dello psiconano non è il Paese, ma sempre e solo non farsi beccare. Avete approvato il Lodo Alfano per evitare che Berlusconi finisse in galera e adesso volete limitare il diritto del cittadino di essere informato. La marea sta montando, lo psiconano può fare comizi ormai solo nelle piazze chiuse, in cui fa entrare, come a Firenze, come a Prato, solo la sua claque. Lo difendono la sua scorta e gli avvocati. Gli sono rimasti solo quelli insieme a uno stuolo di giornalisti definiti "servi" dalla stampa estera. (...) Lì fuori c'è qualche milione di persone che vuole restaurare la democrazia. Non vi chede di dargli ascolto. Ve lo ordina. Vi ordina, perchè voi siete loro dipendenti, di portare la proposta di legge Parlamento Pulito al più presto in Senato e di farla discutere pubblicamente. In modo che ogni italiano tragga le sue conclusioni e sappia chi è contro la democrazia e chi no. (...) Persino il Gran Consiglio seppe cacciare Mussolini per istinto di sopravvivenza. Ascoltate la voce del Paese finchè siete ancora in tempo."


Devo ammettere che mi sono emozionato. È in linea con ciò che scrive sul blog, ma andare in parlamento a dirglielo in faccia è un’altra cosa, e quest’uomo merita il rispetto di chi ancora crede che l’Italia non deve necessariamente essere un Paese del terzo mondo.


Il giorno dopo ho poi appreso che la commissione non ha preso decisione alcuna a proposito della legge che erano li per discutere (strano...), ma che invece le parlamentari tanto di destra quanto di sinistra, IDV escluse, hanno presentato querela contro il Signor Grillo per aver utilizzato il termine “zoccola”. Su iniziativa della sinistra, per altro. Poi mi si è accesa la lampadina: che ingenuo che sono! Beppe Grillo in questi anni non ha tolto voti a Berlusconi. Chi vota Berlusconi è in genere gente col cervello monocellulare per cui leggere è attività impensabile. Grillo con la sua attività ha tolto voti alla sinistra, tanti voti, perché in fondo se Berlusconi e i suoi sono 15 anni che fanno ciò che vogliono, questo è anche merito della tacita accettazione della sinistra, contenta di abbaiare, ma poi ricevere puntualmente il suo osso. Un cambio radicale manderebbe via anche loro!


3) Libertà di Espressione. La legge cui faceva riferimento anche Grillo nel suo intervento al senato. Limitare la possibilità di un magistrato di far uso delle intercettazioni telefoniche. Come gran parte delle leggi emanate dai governi berlusconiani, anche questa serve a parare il culo a se stesso. Effetti collaterali: criminali del mondo venite in Italia, da qui sarete liberi di dirigere i vostri affari senza scomode interferenze. Non avete un passaporto comunitario? Non fa niente, questo governo italiano è razzista solo quando si tratta di muratori e venditori ambulanti, ma sa quando chiudere un occhio con petrolieri ed ecomafiosi. Perché andare a rifugiarvi in Kenya quando la vera Africa è qui? E poi qui non c`è malaria!

Ma non è tutto. Si parla tanto di censura in Cina e in altri Paesi definiti “illiberali”. E bene, anche il nostro governo -onde evitare diffamazione- vuol creare un rigido controllo sulla rete, per cui se uno produce informazione, sarà in teoria sottoposto a controllo e, in caso la notizia riportata non fosse gradita, sarebbe tenuto a rimuoverla entro 48 ore, pena multe pesantissime, sia per l’autore, sia per il server. Pur senza voler considerare la profonda ignoranza che sta alla base di tale legge (Come si fa a stabilire chi sta facendo informazione e chi no? Come si fa a controllare centinaia di migliaia di siti aggiornati quotidianamente? Cosa faranno coi server stranieri? Ecc.) e che la renderebbe probabilmente inapplicabile e comunque facilmente aggirabile, resta il principio che la libertà di espressione è un diritto garantito dalla Costituzione, documento cui questa banda di clowns incravattati senza dignità che ci governa sembra attribuire lo stesso valore della carta igienica.

E a proposito di libertà d’espressione. Secondo uno studio realizzato da Reporters sans Frontiers, l’Italia è al 44esimo posto mondiale, dietro ogni Paese sviluppato, ovvio, ma anche dietro a Paesi come il Mali, la Bosnia, la Macedonia, Capo Verde, Taiwan, Trinidad & Tobago, e persino gli Stati Uniti...




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Link: In the Land of the Mastella the One Eyed Man Is King