BANGKOK, THAILANDIA
Se stai leggendo questo fai probabilmente parte di una delle seguenti categorie: (a) Sei un mio amico o famigliare; (b) Sei Samantha Fox; (c) Sei qualcuno che legge regolarmente i miei blog; (d) Sei un maschio di eta' compresa fra i 30 e i 35 anni di eta' che in questo momento non ha niente di meglio da fare (probabilmente sei in ufficio che fai finta di lavorare) e hai cercato "Samantha Fox" su Google.


Due parole di introduzione a beneficio degli appartenenti alle categorie A e C nati dopo il 1980. Samantha Fox era sul finire degli anni '80 l'icona sexy per eccellenza. Rappresentava per noi tredicenni dell'epoca quello che la Palestina rappresentava per gli Ebrei guidati da Mose': la terra promessa dove tutto era bello e abbondante (soprattutto abbondante nel suo caso). In teoria era una cantante, ma vi assicuro che sentir pronunciare il suo nome non mi fa venire alla mente nessuno stadio con 50000 persone che cantano all'unisono. Voglio dire, le parole "Pink Floyd" e "concerto" creano un'associazione d'idee decisamente immediata e concreta, mentre "Samantha Fox" e "concerto" appartengono al sottoinsieme "musica" tanto quanto "cocomero" e "urinale" appartengono al sottoinsieme "idrologia": il legame esiste ma e' davvero tenue!

L'unica sua canzone che io ricordi si intitolava "Touch me!", eppure le sue foto circolavano a quei tempi piu' di quelle di Diego Maradona, e in ogni fiera di paese sventolavano bandiere con la sua immagine (sempre su sfondo turchese, non so perche') come oggi sventolano quelle arcobaleno con la scritta "pace".


Non che il resto del panorama culturale di quegli anni fosse molto piu' profondo, intendiamoci. Artisti del talento musicale di un aspirapolvere quali "Mel & Kim" o "Modern Talking" spopolavano. Altri addirittura fingevano solo di cantare ("Mill Vanilli") e nonostante cio' vendevano milioni di dischi. Tutta gente che, dopo aver pubblicato un album di grande successo e un secondo ascoltato solo dalle proprie nonne, e' del tutto scomparsa e oggi probabilmente si guadagna da vivere suonando una tastiera Roland a matrimoni e cresime o vendendo biglietti della lotteria fuori dalle stazioni della metropolitana.


Davvero non mi piacerebbe essere nei panni di nessuno di questi "eroi per un giorno". Me li immagino oggi, occasionalmente (molto occasionalmente) riconosciuti da un fan dell'epoca, che magari si fa coraggio e va a parlargli e gli chiede pure l'autografo. Poi incontri lo stesso fan veterano che non sta nella pelle dall'emozione:
"Non indovineresti mai chi ho incontrato oggi".
"Chi?"
"Sei pronto?"
"Spara."
"Chesney Hawkes."
"E chi se ne frega! Chi cazzo e' Chesney Hawkes?"

Erano quelli gli anni delle giacche con le spalline foderate, dei jeans tre centimetri troppo corti e, soprattutto, delle capigliature anti-ozono. Prendete Rick Astley o John Bon Jovi, per esempio, quelli ogni volta che si pettinavano facevano fuori una bomboletta di lacca. E Joey Tempest e gli Europe? Non c'e' da meravigliarsi che lo strato d'ozono sui cieli della Svezia sia particolarmente sottile!


Ma torniamo a Samantha Fox. Se avevi a quei tempi tredici anni e venivi da una famiglia cristiana andavi al catechismo pre-cresima e imparavi quindi, tuo malgrado, che gli "atti impuri" in eta' adolescenziale causano cecita'. Ora, se cio' fosse stato vero, Samantha Fox avrebbe fatto nel 1987 la fortuna degli ottici di mezzo mondo e ancor oggi probabilmente il suo ritratto incorniciato campeggerebbe negli studi di oftalmologia a fianco a quello del presidente o della regina. E non solo. Suppongo che se tale punizione divina fosse stata portata a compimento, circolerebbero oggi nel mondo piu' pastori tedeschi con la croce rossa sul dorso che non automobili, e bastoni telescopici e occhiali scuri andrebbero via come il pane.

Comunque, anche Samantha Fox scomparve dal panorama musicale dopo il suo primo ed unico grande successo discografico e per alcuni anni continuo' ad esistere solo nelle bandiere su sfondo turchese e nell'amore forzatamente platonico di un'intera generazione. Poi ricordo che una volta lessi per caso su un rotocalco che la nostra eroina si era sottoposta ad intervento di chirurgia plastica per la riduzione del seno. Ma dico, questo si che era un atto impuro! Non tanto l'operazione in se, quanto piu' l'averla resa pubblica. Era l'equivalente di far morire Superman o dire a un bimbo di 5 anni che Babbo Natale non esiste: fine delle trasmissioni, game over! Era tempo di ammainare le bandiere turchese.


Ora, ci sono tre ragioni per cui sto scrivendo un blog su Samantha Fox e amore: (a) L'altro giorno ho accidentalmente ascoltato "Touch me!" per la prima in quasi vent'anni; (b) Sono fermo a Bangkok da piu' di una settimana (grazie a quelli del consolato Indiano che ci stanno mettendo un secolo ad appiccicare un adesivo col mio nome sul passaporto) e ho troppo tempo da dedicare al bighellonaggio mentale; (c) Ho recentemente e pazzamente reincontrato la donna dei miei sogni (non mi riferisco a Samantha Fox) che ci ha tenuto a spiegarmi le ragioni per cui non potrebbe passare una vita al mio fianco.

Ricordo che due decenni fa tanto amore quanto sesso erano, almeno per me, concetti piuttosto lineari che si risolvevano in pochi minuti: un'occhiata alla bandiera turchese, uno o due passi verso la cecita' e via con cose piu' importanti quali il calcio o l'A-Team. Poi uno cresce e tutto si complica.


Credo di aver portato avanti in questi anni uno stile di vita che poco si addice a relazioni di lunga durata, lo riconosco. Fedele ai principi, ho sempre pero' mantenuto un concetto dell'amore di tipo adolescenziale, puro, in un certo senso, quel tipo di sentimento che non tiene in considerazione fattori quali un mutuo, un lavoro, un piano pensione, ecc. Saro' io strano, ma proprio non riesco a preoccuparmi di problemi che (ancora) non si manifestano . Ancor piu' importante, non credo di aver mai amato di piu' o di meno qualcuna perche' mi garantiva 50 anni di fedelta'. Una persona non e' una lavatrice. Sono convinto che l'unica vera ragione per stare con qualcuno e' il desiderio unico e irripetibile di svegliarsi al mattino al lato di quella persona, d'esser felice solo perche' quella persona ha sorriso. E questo dovrebbe cosi' a 18 anni cosi' come a 70. E il giorno in cui tale requisito dovesse venir meno uno dovrebbe avere il buonsenso, il coraggio e l'onesta' di fare le valigie. Questo, e non garanzie di futura (ipotetica) sicurezza e stabilita' dovrebbero tenere due persone insieme. O separarle.

Sono un radicale, lo so, ma una cosa nelle faccende di cuore l'ho finalmente capita: l'amore ai tempi di Samantha Fox era molto piu' facile!


POST SCRIPTUM: In linea coi peggiori romanzieri contemporanei (tipo John Grisham) che non lasciano mai il lettore con domande prive di risposta, ho portato avanti una serie di ricerche all'insegna di quel rigore scientifico e quella sobrieta' quasi Kantiana che mi caratterizzano. Ne e' venuto fuori che: (a) Samantha Fox continua a cantare davanti a folle di... 5, 6 persone e ha inoltre recentemente dichiarato la propria omosessualita'; (b) Nonostante i sofisticatissimi mezzi a mia disposizione non sono riuscito ad accertare presso quale stazione della metro Chesney Hawkes venda i biglietti della lotteria. Voci apocrife lo danno come itinerante, ma sono solo illazioni; (c) Lo strato d'ozono sui cieli Svedesi e' sensibilmente aumentato da quando Joey Tempest ha perso i capelli; (d) Dopodomani parto per lo Sri Lanka.


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Link: Love in the Time of Samantha Fox