ZIELONA GORA, POLONIA
Oslo di domenica è uno spettacolo davvero curioso: si vedono in giro solo immigrati Medio-Orientali e un significativo numero di alcolizzati. Derelitti umani, questi ultimi, risultato di anni di politica proto-proibizionista. E più vivo, più me ne convinco: proibire qualcosa è il miglior sistema per spingere il popolo in massa verso tale vizio.

Il traghetto per Frederikshavn, in Danimarca, non partiva che alle 7 di sera, ho così bighellonato per le strade della capitale Norvegese per tutto il giorno, alle 5 sono poi sceso al porto per comprare il biglietto. I viados erano già sul viale e a me è venuto da pensare che ci vogliono davvero le palle (mai meglio detto) per starsene piantati sul bordo di una strada Norvegese in minigonna.


Mentre facevo la fila in biglietteria, un bruto appena arrivato dall’età della pietra mi avvicina e attacca bottone. Ha l’alito pestilenziale, i denti ingialliti da fumo e incuria, il volto rosso acceso tipico di chi ha un fegato ridotto a paté e lo sguardo semiassente. Mi dice che anche lui è diretto a Frederikshavn e che magari capitiamo nella stessa cabina. Pensa che culo! Mi tornano in mente le parole di Stine, la sera prima: “Queste navi sono piene di marinai ubriaconi”.


Arrivato finalmente il mio turno, la bigliettaia m’informa che le uniche cabine rimaste sono quelle individuali al costo di 100€. Le rispondo che per me va bene il biglietto ponte, che non ho bisogno di una cabina. Ma apparentemente non si può: per il benessere dei passeggeri la compagnia Stena Line non permette viaggi notturni senza cuccetta. Ha inizio una poco simpatica discussione con le due impiegate. Persino il cavernicolo sopraccitato se ne sta ora zitto. Aggettivo la compagnia di mafiosa per pubblicizzare il prezzo base di 25€ quando è poi obbligatorio il supplemento cabina, e di classista per non volere viaggiatori poveri a bordo. Naturalmente non ottengo niente e alla fine sarò costretto a viaggiare via terra fino a Larvik e da lì imbarcarmi con un’altra compagnia.

Tanto io come Ronzinante incominciamo ad accusare il peso di Km e maltempo. La ruota posteriore della bici mi ha dato problemi praticamente dall’inizio stesso del viaggio. Poco prima di partire avevo rotto il mozzo, il meccanico locale me l’avevo cambiato assicurandomi che non era necessario sostituire l’intera ruota, ma sfortunatamente si è rivelata una riparazione un po’ raffazzonata che mi ha costretto a infinite fermate nel corso delle settimane per ristringere la ruota. Ora, raggiunta la Danimarca, non ho avuto altra scelta se non comprarne una nuova. M’è costata 60€ ed è pure del tipo vecchio, quello senza quick release. Ma era l’unica che avevano e in paese non c’erano altri negozi di bici.


Io invece soffro da qualche giorno di dolori lombari, frutto, suppongo, del freddo patito nelle ultime settimane. Per fortuna a Ranum, 100 Km in territorio Danese, vive la mia amica Isabella, Rumeno-Ungherese sposata (e separata) con un Danese. Ospitalità tutta meridionale e una settimana di stop per riprendermi dai miei acciacchi. Quando ci si abitua a dormire in tenda ogni letto sembra poi soffice. Alcuni lo sono più di altri.


Anche sul piano nutrizionale è stato bene fermarsi da lei. Voglio dire, gli Scandinavi sono in generale eccellenti persone, ma non coltivano un gran culto del mangiare. Anzi, direi che molti da queste parti mettono qualcosa nello stomaco ogni tanto solo allo scopo di sopravvivere. Qualche settimana addietro, ad esempio, l’ospite di turno, uscendo di casa per andare a lavoro mi aveva detto di fare come se fossi a casa mia e di prendere pure qualsiasi cosa dal frigo. A ora di pranzo apro il frigo e tutto ciò che vedo sono scatolette di cibo per cani, scatolette di cibo per gatti, lattine di birra e tre pomodori risalenti a una qualche era geologica anteriore. Ricordo che alla sera, dopo aver cenato con mezza pizza ciascuno, la stessa signora mi chiese con lo stesso fare soddisfatto di chi ha appena consumato il più opulento dei pasti se volessi qualcos’altro. Avrei voluto rispondere che in effetti una bella scatoletta di cibo per cani con una spruzzata di cannella era proprio ciò cui stavo pensando come dessert, desistetti però nella sagace consapevolezza che il sarcasmo può causare… notti all’addiaccio.

Ma tornando al presente, dopo lo stop da Isabella ho ricominciato a pedalare con rinnovato vigore e in soli due giorni ho in pratica attraversato l’intera Danimarca e ho superato il confine Tedesco a Flensburg. Le frontiere nazionali Europee, quasi del tutto eliminate dal Trattato di Schengen, mantengono per me un fascino tutto particolare. Su ambo i lati di queste linee immaginarie hanno vita di solito commerci creati ad hoc per metterla in quel posto al fisco del vicino. Succede tanto in Africa o Asia quanto in Europa, solo che qui è tutto codificato e ordinato e perde così parte di quel senso di frontiera.


Tornato in Germania sono anche tornato a ricevere cazziate per le ragioni più assurde: quanto m’erano mancati ‘sti Tedeschi! Premetto che questa volta non ho litigato con nessuno e che sono stato anzi mansueto come un agnello. Ma ecco una breve carrellata di nuovi episodi di assurda rigidità mentale Germanica: 1) Ho ordinato un caffè in un bar, quando ho visto che la barista prendeva una tazza delle dimensioni del trofeo di Wimbledon gliene ho chiesta per cortesia una kleine (piccola). La tipa mi ha tirato giù una storia infinita sul perché le avevo chiesto un caffè quando in realtà ciò che volevo era un espresso. 2) Sono entrato in una biblioteca per avere accesso ad internet, ma prima di sedermi al computer volevo andare in bagno. Un’impiegata mi ha fermato e mi ha chiesto cosa cercassi. Quando le ho risposto “Il bagno”, mi ha detto che non ne avevano uno. Cinque secondi dopo mi sono seduto davanti al PC e -la stessa donna- mi ha detto “OK, ora può usare il bagno perché è un utente della biblioteca”. 3) Su una ciclabile in mezzo a un bosco mi sento gridare da dietro, è un altro ciclista, mi faccio allora da parte per lasciargli strada, ma il tipo continua a gridare. Mi giro allora per vedere che vuole e vedo che fa segno di scansarmi e grida “Rechts” (Destra), non capisco cosa voglia. Mi fermo e gli lascio uno spazio in cui passerebbe una “Harley Davidson”, ma ancora il tipo grida “Rechts”. E finalmente l’uomo mi raggiunge, si ferma e -incazzato come una belva- mi fa la ramanzina per essermi spostato sulla sinistra anziché sulla destra. Tutto ciò su una pista ciclabile e per di più totalmente deserta! 4) Mentre prendo un caffè in un’area di servizio stradale, un uomo ordina due salsicce col pane. La barista gli porge due piatti di plastica con su altrettante salsicce e panini. L’uomo le dice che intendeva le salsicce nei panini, non al lato dei panini. La ragazza dice che non si può (sai tu perché?), lui “Si”, lei “No”. Vanno avanti così per un po’, sempre più inviperiti. Alla fine lei, piuttosto che tagliare i due panini, un’azione che avrebbe richiesto 10 secondi, porge il coltello da pane al cliente -si scende nel grottesco- ma lui rifiuta il coltello e va avanti col principio über alles.


Ho poi raggiunto Berlino. Era domenica e c’era la maratona, quella del record del mondo di Gebresilasie. Una fiumara di felicità umana attraversava il centro di una delle più vivibili città dove abbia mai messo piede. Sicuramente la meno Tedesca fra tutte le città Tedesche. Ho conosciuto Heiko, uno scrittore squattrinato ma pieno di idee. Gli ho parlato dei miei continui contatti con l’assurdo Made in Germany. Lui mi ha citato episodi ancor più surreali da lui vissuti in tanti anni di Germania. Gli ho detto che ero ormai convinto che il Tedesco medio ama le regole in maniera ossessiva. Lui mi ha corretto con una sua teoria più accurata: “Il Tedesco osserva ciecamente tutta una serie di regole che sono in fondo la causa unica della sua infelicità. È consapevole di ciò ed odia se stesso per non essere abbastanza forte da sottrarvisi, conseguentemente non può tollerare che altri non osservino quelle stesse regole e si sente così in diritto di cazziare chi le infrange. Non è amore; È odio!”.

ITINERARIO
15 Settembre: Fagernes – Nes 75 Km, 4h18’, 17.6 Km/h
16 Settembre: Nes – Hønefoss 55 Km, 3h04’, 17.9 Km/h
17 Settembre: Oslo 0 Km
18 Settembre (mattino): traghetto per Hirsthals (Danimarca) 0 Km
18 Settembre (pomeriggio): Hirsthals – Ranum 105 Km, 5h31’, 19.0 Km/h
19 Settembre: Ranum 0 Km
20 Settembre: Ranum 0 Km
21 Settember: Ranum 0 Km
22 Settembre: Ranum 0 Km
23 Settembre: Ranum – Salten 107 Km, 5h03’, 21.1 Km/h
24 Settembre: Salten – Hoptrup 117 Km, 5h59’, 19.5 Km/h
25 Settembre: Hoptrup – Rieseby (Germania): 110 Km, 5h42’, 19.2 Km/h
26 Settembre: Rieseby – Preetz 84 Km, 4h54’, 17.1 Km/h
27 Settembre: Preetz – Lubecca 69 Km, 4h06’, 16.8 Km/h
28 Settembre: Güstrow – Teterow 30 Km, 1h50’, 16.3 Km/h
29 Settembre: Teterow – Seewalde 105 Km, 5h26’, 19.3 Km/h
30 Settembre: Seewalde – Oranienburg 69 Km, 3h59’, 17.3 Km/h
1 Ottobre: Oranienburg – Berlino 40 Km, 2h36’, 15.3 Km/h
2 Ottobre: Berlino - Buckow 79 Km, 4h35', 17.2 Km/h
3 Ottobre: Buckow - Kostrzyn (Polonia) 75 Km, 4h08', 18.1 Km/h
4 Ottobre: Kostrzyn - Zielona Gora 120 Km, 7h03', 16.0 Km/h
5 Ottobre: Zielona Gora 0 Km


ENGLISH
The english version of this article is available on Travelblog.org
Link: Riding Rocinante VIII: Zielona Gora (Kms 5622)