REMELS, GERMANIA

Mai entrare in un supermercato indossando una tuta da ciclista in Lycra. O, quanto meno, mai entrare in un supermercato indossando una tuta da ciclista in Lycra senza mutande sotto. O, quanto meno, mai entrare in un supermercato indossando una tuta da ciclista in Lycra senza mutande sotto e fissare troppo a lungo la profonda scollatura di una giovane madre Tedesca china mentre riprende la figlioletta.

Voglio dire, la Lycra è un materiale eccellente per pedalare nel massimo comfort e aerodinamicità, ma non è decisamente il miglior quando si tratta di nascondere un e... ehm, un`emozione. E così mi trovavo in una situazione profondamente imbarazzante. Unica soluzione, tenere il cesto della spesa di fronte anziché di lato, come se lo stessi sorreggendo con un braccio ingessato legato al collo, e spendere qualche minuto leggendo le etichette dei prodotti per la pulizia.


Così, dopo aver scoperto che lo sbiancante Henkel contiene il 30% di prodotti nocivi per l´ambiente in meno e che in caso di accidentale ingestione della varechina Supernatrium bisogna chiamare urgentemente il numero di attenzione al cliente, ero pronto -tutti i muscoli rilassati- a pagare, uscire dal supermercato e riprendere il cammino. Devo ringraziare quelli di Supernatrium, perché immaginare la scena di un povero diavolo che beve per errore la suddetta candeggina e mentre viene trasportato in ospedale si ricorda di non aver chiamato il numero di attenzione al cliente, fa fermare l´ambulanza e cerca una cabina telefonica per dire a quelli di Supernatrium che aveva assaggiato la loro varechina e non era risultata di suo gusto, davvero mi ha risolto il problema facendo passare il mio cervello dalla posizione sesso a quella stupido.

Ma torniamo al ciclismo. Sto pedalando in regioni che sono veri paradisi per cicloturisti. Il panorama stradale ha dato un giro copernicano non appena uscito dalla parte francofona del Belgio. Incredibile: senza nemmeno uscire dal Paese, semplicemente cambiando di regione, sono passato da dividere il mio cammino con auto e camion ad avere una pista tutta per me, perfettamente asfaltata e con diritto di precedenza agli incroci! E non sto esagerando: la pista nasce dal nulla nello stesso punto in cui appare il cartello "Benvenuti nel Limburg". Benvenuti davvero!


Dopo le Fiandre, pensavo che non si potesse migliorare ulteriormente, sono stato invece smentito una volta entrato nei Paesi Bassi, dove la situazione è passata da eccellente a divina. Magari dico un´ovvietà, ma l´Olanda è il vero paese delle biciclette, altro che la Cina di Mao! Qui tutti vanno in bici, dovunque, e le ciclabili sono dotate di una propria segnaletica con chiare indicazioni di direzione e distanze fra le varie città. Come se a Reggio Calabria, all´inizio di un´ipotetica pista ciclabile, vi fosse un cartello recitante Roma, X Km; Bari, Y Km, ecc.


V´è sempre però un rovescio della medaglia. Tanto in Olanda come in Germania (altro Paese dotato di eccellenti piste ciclabili) è fortemente sconsigliato invadere quelle zone riservate ai veicoli a motore. Evidentemente gli automobilisti sono qui una minoranza, si sentono sopraffatti dal demone ecologista delle due ruote e non perdono occasione per insultare il ciclista sprovveduto che ha imboccato la via incorretta. E anzi, l´antibiciclettismo sembra accomunare automobilisti e pedoni. A Leer, cittadina Tedesca prossima al confine olandese, sono stato costretto a smontare in una fussgangezone (zona pedonale) nonostante nessuno vi stesse passeggiando. Una signora del luogo, nel patetico tentativo di giustificare cotanta teutonica intransigenza, mi ha spiegato -in inglese- che correvo il rischio di investire un bambino che giocava. Le ho risposto che non v´era pericolo perché nel caso avessi incrociato un infante avrei aperto le ali e lo avrei sorvolato. Lei a ribattuto -con sorriso compassionevole- che non vedeva ali. Ho risposto -con sorriso ironico- che neanch´io vedevo bambini, per cui quella conversazione era pura metafisica. Lei ha allora smesso il sorriso e chiosato: "ist verboten" (è proibito). Evidentemente, pedalare in una fussgangezone in Germania è tanto sacrilego quanto prendere a calci nel culo una vacca in India!


Qualche giorno prima, ad Utrecht, avevo avuto l`esperienza di una prima volta in una serata per sole donne. Ero ospite della mia amica Lieke, la quale mi annuncia che il venerdì sera ci sarebbe stata in casa sua una serata vietata agli uomini ma alla quale io ero comunque invitato (per ovvie ragioni logistiche), e che oltre a lei vi avrebbero preso parte altre cinque ragazze Olandesi. Detto così potrebbe suonare come la prima riga della sceneggiatura di un film porno da due soldi che poi continuerebbe con queste sei formose biondone chiuse in casa, l´arrivo del tutto casuale di un uomo e un qualche assurdo pretesto per spogliarsi (del tipo "nel testamento di mio nonno v`era una clausola che mi estromette dall`eredità nel caso uno straniero non mi massaggiasse le spalle con questo speciale olio di cocco entro... oh mio Dio, entro oggi..."). E non voglio neppure negare d`aver avuto pensieri simili (tanto non indossavo la tuta in Lycra), ma in realtà le cose sono poi andate in maniera leggermente distinta, con le sei amiche ed io mangiando, bevendo vino e conversando in inglese di temi più o meno ameni in un primo momento, poi -con l`incedere inesorabile dell`alcol- con le sei donne raccontandosi in olandese scottanti storie di uomini e io sul divano a sorseggiare vino rosso e a sperare che a nessuna venisse in mente di tradurre a mio beneficio. Riconosco d`essermi annoiato più o meno come se mi avessero costretto a guardare l`intera serie di Sex and the city doppiata in olandese, ma sospetto che sarebbe stato molto peggio se avessi capito quel che si dicevano. L´ignoranza come vera ed unica fonte di felicità!


Poi ho ripreso la mia strada verso la Germania. Pensavo di seguire la costa settentrionale dell`Olanda, ma il vento spirava dal Mare del Nord con tanta forza che cercare di opporvisi era come voler rispingere in acqua una balena arenata. Ho quindi tagliato per il Flevoland, i nuovi territori strappati al mare con la costruzione della famosa diga negli anni `70. Una regione piuttosto triste, diciamolo pure, dove gli altrimenti gai e ottimisti Olandesi non vogliono vivere. Poi, traversati gli sterminati campi del Groningen, sono entrato nella Germania settentrionale. E qui ho definitivamente capito che le persone di una certa età, indipendentemente da razza o nazionalità, possono essere divise in due categorie: quelle dotate di buon senso, e i vecchi Tedeschi.

I Paesi Bassi non sono sicuramente il miglior posto dove campeggiare, così urbanizzati e piatti. Però, una volta trovato lo spazio adeguato si può far bivacco indisturbati, salutati con amicizia dai passanti del luogo. In Germania è più facile trovare luoghi idonei al campeggio, ma bisogna fare i conti con i locali amanti della legge scritta.


Erano le 9 di sera, si avvicinava il tramonto ed ero stanco. Avevo appena passato un paese chiamato Remels e avevo deciso di far bivacco nella campagna circostante. Il cielo era sereno, la zona abbastanza ricca di vegetazione da permettere una tranquilla notte di riposo. Mentre scarico i bagagli per montare la tenda, una coppia di anziani che Dio solo sa cosa facessero lì a quell`ora, mi avvicina per dirmi che ist verboten. Fingo sorpresa nello scoprire che è vietato campeggiare su suolo privato, ricarico i bagagli e riparto con l`intenzione di tornare indietro cinque minuti più tardi e piantare la tenda esattamente in quel punto. Pochi minuti dopo torno a passare di lì, sto per smontare di nuovo quando vedo un`altra anziana coppia a passeggio. Rimonto sulla bici e ripeto la pantomima, ma ogni volta che sto per fermarmi appare qualcuno. È il tramonto, e io mi domando: queste sono le stesse persone che in Spagna, alle 5 del pomeriggio, fanno la fila fuori dai ristoranti ancora chiusi e che se uno non ne conoscesse tale bizzarro costume potrebbe persino essere tentato dal far la fila con loro pensando che il ristorante offra la cena gratis ai primi dieci clienti o qualcosa di simile. E ora, 9 e 30 della sera, quasi l`ora della colazione del giorno seguente stando ai loro orari, sono tutti qui a passeggiare in campagna e a rompermi i coglioni? Alla fine mi sono arreso. Avrò percorso quei 200 metri avanti e indietro almeno 10 volte, cosa che se qualcuno avesse osservato l`intera scena da lontano con un binocolo mi avrebbe probabilmente scambiato per un maniaco in agguato pronto a soffocare bambini con una busta di plastica.

Per fortuna presto entrerò in Scandinavia, unica regione d`Europa dove il campeggio libero non solo non è criminalizzato, ma addirittura incoraggiato.

ITINERARIO
11 Agosto: Utrecht..................................0 Km
12 Agosto: Amsterdam.............................0 Km
13 Agosto: Utrecht - Lelystad...................85 Km, 4h25`, 19.2 Km/h
14 Agosto: Lelystad - Heeg......................77 Km, 3h35`, 21.4 Km/h
15 Agosto: Heeg - Leeuwarden.................38 Km, 1h51`, 20.5 Km/h
16 Agosto: Leeuwarden - Termunten.........115 Km, 5h53`, 18.8 Km/h
17 Agosto: Termunten - Remels (Germania)..85 Km, 4h39`, 18.4 Km/h




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Link: Riding Rocinante V: Remels (Kms 2673)