Marcoelitaliano
21/07: Cavalcando Ronzinante II: Sankt Anton (Km 930)
SANKT ANTON AM ARLBERG, AUSTRIA
Primo aggiornamento dai quasi 1000 metri di Landeck nelle Alpi Tirolesi. Un giorno di riposo nel quale, oltre a provvedere a un minimo di manutenzione su Ronzinante, mi sto dedicando all´arte del mangiare: abbondante colazione alle 10; mezzo quintale di junk-food a pranzo e ora merenda a base di torta. E sono solo le 5 del pomeriggio. A volte sospetto che faccio 100 Km al giorno di bicicletta solo per poter poi ingozzarmi liberamente.
Proprio l´alimentazione ha rappresentato la maggiore delle mie preoccupazioni durante i primi giorni di viaggio. Il caldo è stato talmente torrido da rendere la conservazione delle vivande pressoché impossibile e dando vita altresí a una sorta di inappetenza davvero poco salutare quando si pedala per gran parte della giornata. Due anni fa, traversando la penisola scandinava, ero solito comprare il necessario per colazione, pranzo, spuntini vari e cena al mattino e poi pedalare a mio piacere a qualunque ora. Rari erano i giorni in cui la colonnina di mercurio superasse i 20°. Qui, stanco di leccare cioccolata sciolta e succhiare resti di frutta spappolata, sono stato costretto a cambiare sistema, fermandomi spessissimo per gli approviggionamenti. Inoltre, pedalare dalle 13 alle 17 sarebbe stata lucida follia. Quella era l´ora per pinete e sieste.
Altro problema non trascurabile, da Pescara fino al Veneto settentrionale, è stato il traffico pesante. Prima sull´Adriatica, poi sulla Romea, i Tir hanno accompagnato il mio andare in gran numero coi loro lieti clacson amplificati e quelle 18 ruote alte come cristiani a farti le fusa come mici affettuosi. Il giorno che ho attraversato la Romagna c´era un fastidioso ventaccio contrario eppure, grazie al continuo sopravanzare di questi gigantic “buoni”, tale effetto naturale veniva quasi totalmente annullato. E poi si vuol toglierli dalle strade…
Onde evitare i camion si può sempre optare per le numerose piste ciclabili di cui il nostro Paese è particolarmente ricco. Trentino-Alto Adige a parte, esse sono inesistenti fuori dai centri abitati mentre una volta in città -e qui vien fuori tutto l´Italico genio- i comuni, probabilmente pressati dall´alto, hanno provveduto nei più immaginifici dei modi, tipo aggiungere il simbolo della bici ai marciapiedi e dire che quella è una pista ciclabile, oppure delimitare un metro di strada già esistente (rendendola quindi ancor più stretta) e adibire quel sentiero alle bici salvo poi piazzarvi uno stop/fine pista ciclabile ad ogni incrocio con strade e financo vialetti d´ingresso condominiali! E così, dovendo scegliere fra il fare più fermate di una tradotta in tempo di pace o rischiare l´incolumità sulla zona carrabile, tutti i ciclisti finiscono per usare la strada -ora più stretta- così come facevano prima. Però, statistiche alla mano, nessuno potrà mai dire che l´Italia è priva di piste ciclabili...
Arrivato a Chioggia, carinissima piccola Venezia di terraferma, avrei voluto prendere il vaporetto per Piazza San Marco. L'impiegata della compagnia, sorridendo, mi ha invece spiegato che la mia idea di portare una bici nel cuore di Venezia era strampalata nonché illegale. Girando per la zona del porto poi, due cagnetti infimi e bastardi mi hanno attaccato contemporaneamente dai due lati con impressionante senso strategico. Ho prima cercato di continuare a pedalare con un piede mentre scalciavo con l'altro, poi ho pensato di scalciare a due piedi in sincrono ma così mi stavo fermando, infine ho colpito uno dei due nani e il loro ardire è venuto meno. Certo questi erano poco più che pantofole coi denti ma l’episodio ha riportato a galla il problema dei cani. Prima di partire avevo cercato invano uno spray al pepe che avevo visto publicizzato qualche tempo prima e questa sarebbe stata una grande occasione per testarlo. Voglio dire, se non funziona, meglio esser morsi da un Pechinese che non da un Rottweiler. Comunque, sono poi riuscito a trovarlo in un armeria a Castelfranco Veneto.
A Venezia ci sono invece arrivato in treno dopo aver parcheggiato Ronzinante. Non c’ero mai stato prima. Ero stato in posti esotici e ignoti ai più ma non ero mai stato a Venezia. Non sapevo neppure dell’esistenza di un ponte che la collegasse alla terraferma. Pensavo che i treni fermassero a Mestre e che il vaporetto trasbordasse poi i passeggeri in città. Mi ha impressionato grandemente, devo riconoscerlo. I greggi di turisti erano tutti ammassati a Rialto e a Piazza San Marco ed erano perciò facili da evitare. Io cercavo invece quella che fù la casa del mio eroe Marco Polo. Dopo tanto chiedere e scarpinare ho trovato una targa in marmo che ne marca il sito sul retro di quello che è oggi un teatro. Poi ho lasciato anche Venezia e ho pensato che forse è davvero uno di quei posti che ti rimette in pace col mondo. Ho pure pensato che è troppo bella per esser visitata da solo, persino per uno come me.
E infine le Alpi. Ho incominciato a salire da Bassano del Grappa, sempre su soavemente e regolarmente per 250 Km –quasi tutti su piste ciclabili- prima dello strappo finale per il Passo di Resia. Io non sono un gran amante delle città, forse non lo sono mai stato e probabilmente v’è un fondo di misantropia alla base del mio carattere. Mi stanno bene una festa o un concerto ogni tanto, ma il mio habitat naturale è quello dove rumori e colori sono naturali. Ieri mi sono ridestato in un meleto, era tutto così quieto; ho caricato Ronzinante e sono andato su verso il Passo. A Merano mi avevano detto che sarebbe stato facilissimo, ho invece trovato pendenze del 19% che mi hanno costretto a spingere la bici anziché montarla. Mai chiedere informazioni a chi in bici non va. Nonostante tutto, sono comunque arrivato su ai 1500 metri di Resia. Stanco come un minatore alla sera, felice come uno scolaro alla vigilia delle vacanze estive.
E ora sono in Austria mangiando torte, testando il livello del mio tedesco (fa pena!) e sorridendo al mondo (ma soprattutto alle ragazze). Domani riparto verso i passi del Tirolo occidentale. Ho chiesto in paese. Mi hanno detto che è facilissimo...
ITINERARIO
7 Luglio: Raiano - Giulianova 107 Km, 5h18', 20.1 Km/h
8 Luglio: Giulianova - Recanati 100 Km, 6h03', 16.5 Km/h
9 Luglio: Recanati - Pesaro 101 Km, 5h06', 19.8 Km/h
10 Luglio: Pesaro - Cervia 76 Km, 4h26', 17.0 Km/h
11 Luglio: Cervia - Taglio di Po 103 Km, 5h46', 17.8 Km/h
12 Luglio: Taglio di Po - Castelfranco Veneto 113 Km, 6h26', 17.5 Km/h
13 Luglio: Venezia 0 Km
14 Luglio: Castelfranco Veneto - Borgo Valsugana 79 Km, 4h37', 17.5 Km/h
15 Luglio: Borgo Valsugana - Egna 71 Km, 4h12', 16.9 Km/h
16 Luglio: Egna 0 Km
17 Luglio: Egna - Velloi 72 Km, 4h38', 15.4 Km/h
18 Luglio: Velloi - Passo di Resia - Landeck (Austria) 132 Km, 7h55', 16.6 Km/h
19 Luglio: Landeck 0 Km
20 Luglio: Landeck - Sankt Anton 28 Km, 1h59', 14.1 Km/h
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Link: Riding Rocinante II: Sankt Anton (Kms 930)
Categoria: General
Scritto da: marcodaprile
Commenti
valeria ha scritto:
davvero leggere il tuo racconto pacifica l'animo..sono d'accordo con te..Venezia e' troppo magica per viverla soli..un abbraccio di pace polentona doc'..vale..
25/07 23:21:48








pulcetta ha scritto: